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IL CONGO OGGI

Benché la Repubblica del Congo sia completamente esclusa dal circolo informativo e mediatico (vedi anche quando detto a proposito dell'omonomia con la RDC) la sua situazione meriterebbe molta attenzione: il quadro politico, economico e sanitario di questo paese rimane drammatico, e l'equilibrio raggiunto é a dir poco precario.


ECONOMIA

Il Congo é ricco di petrolio. Verso gli anni ottanta il suo bilancio conobbe un periodo di sollievo grazie alla politica di Sassou-Nguesso, che aprendo alle imprese straniere permise uno sfruttamento senza dubbio redditizio della preziosa materia prima. Nel frattempo però furono contratti pesanti debiti utilizzando i proventi petroliferi come garanzia, ed allo stesso tempo l'economia del paese si concentrò sempre più su questo settore, fino a diventarne dipendente in modo nocivo. I recenti aumenti del prezzo del greggio hanno dato alcuni anni di apparente crescita, ma si tratta di un fenomeno effimero. Inoltre le riserve sono ben lontane dall'essere infinite, e quando i pozzi si prosciugheranno metà dell'economia Congolese sarà annientata.

Il secondo settore dell'economia Congolese é lo sfruttamento del legname; il disboscamento conseguente avrebbe come obiettivo anche la creazione di nuove aree da dedicare all'agricultura, ma esso viene perseguito attraverso una politica incontrollata che sta portando alla desertificazione del territorio. D'altra parte l'agricoltura é fortemente penalizzata da diversi fenomeni. Si é verificato uno slittamento temporale della stagione delle piogge, causato secondo molti esperti dall'innalzamento della temperatura planetaria; questo fenomeno ha comportato variazioni della consistenza e della durata delle precipitazioni che mettono in difficoltà gli agricoltori. Le politiche protezioniste di Stati Uniti ed Europa fanno crollare i prezzi e rendono non conveniente esportare i prodotti, mentre il costo del cibo per la popolazione cittadina é in continua ascesa.


POLITICA

Il viola é il colore dei guerriglieri 'ninja'.

Dopo l'approvazione della nuova costituzione nel 2002 e gli accordi tra governo e ribelli nel 2003, il Congo sta attraversando un periodo relativamente pacifico, che però é altamente instabile. Le conseguenze della guerra civile del 1997 sono ancora molto pesanti. Il problema dei profughi messi in fuga dai combattimenti tra forze governative e milizie Ninja é ancora vivo, e la regione di Pool può essere considerata solo relativamente sicura: nell'Ottobre del 2005 é stato sufficiente il breve rimpatrio di Kalelas, a cui era stato concesso di venire a seppellire in patria la propria consorte, perché le cellule più o meno dormienti delle sue milizie si risvegliassero, con conseguenti disordini e scontri. La diffusione di armi tra i civili é particolarmente allarmante: una stima del 2003 parla di 40.000 armi su una popolazione di 4.000.000 di abitanti, e ciò é ancora più grave se si considera che, a causa della diffusione delle malattie, metà della popolazione é sotto i quindici anni (stima del Luglio 2006).


SANITÀ

Al momento non ci sono epidemie o allarmi sanitari "fuori dall'ordinario" in Congo, ma si tratta di un "ordinario" relativo agli standard africani, e quindi il bilancio sanitario é comunque allarmante. L'AIDS, come d'altra parte in quasi tutto il resto dell'Africa, é tra le maggiori cause di morte, e la pandemia ha avuto effetti devastanti sui giovani adulti: l'età media della popolazione é di 16 anni, mentre l'attesa di vita é di 52. Il crollo del sistema immunitario ha fatto sì che altre malattie, come malaria e tubercolosi, tornassero ad essere una grave minaccia. In particolare nelle città, infine, dove le condizioni igieniche sono particolamente gravi (vedi sotto), sono diffuse forme diarroiche e altre patologie legate all'uso di acque contaminate.

L'insieme di questi fenomeni ha abbattuto la quota di popolazione attiva, con gravi danni per l'economia, ed ha aggravato il fenomeno dei bambini rimasti orfani: nel 2003 si é stimato che fossero 260.000, di cui 90.000 a causa dell'AIDS.


DEGRADO URBANO - BRAZZAVILLE

Visuale satellitare di Brazzaville (a sinistra) e Kinshasa (a destra) separate dal fiume Congo.

L'area settentrionale del paese é dominata dalla foresta tropicale ed é pressoché disabitata; la maggior parte della popolazione si concentra nella parte sud-occidentale. In particolare il Congo é tra gli stati più urbanizzati dell'Africa: l'85% della popolazione risiede nelle città: Brazzaville, Pointe-Noire o nei piccoli villaggi situati lungo la ferrovia che le collega. Come accade sempre in contesti simili, gli ambienti urbani sono più facilmente soggetti al degrado: tutti i problemi elencati fin qui sono particolarmente accentuati nelle città.

Discorso a parte merita la capitale, Brazzaville. Essa é risultata la peggiore città del pianeta in cui vivere secondo un'indagine risalente al 2003 basata su 39 parametri relativi alla qualità della vita tra cui sicurezza, salute, istruzione, servizi pubblici, condizioni socio-politiche ed economiche.

Durante gli scontri del 1997 buona parte della città é stata distrutta, ed ancora nel 2003 metà delle costruzioni erano in rovina. Ancora oggi la fornitura di energia elettrica e di acqua é del tutto saltuaria, e vi sono quartieri in cui questi servizi sono forniti solo per poche ore al giorno; i sistemi delle fognature e la gestione dei rifiuti sono cadenti. Consultando le statistiche, la situazione potrebbe sembrare più grave nelle campagne sotto diversi punti di vista: per esempio solo il 17% della popolazione rurale ha accesso all'acqua potabile e solo il 2% a servizi sanitari adeguati. I corrispondenti dati relativi alle zone urbane arrivano al 72% ed al 14%. Il "miglioramento" é del tutto relativo perché i valori assoluti rimangono drammatici, ma soprattutto perché é essenziale ricordare che l'alta concentrazione della popolazione che caratterizza le città acuisce problemi come la diffusione delle malattie. Il risultato netto é che le patologie presenti in tutto il paese sono particolamente concentrate attorno alla capitale.

Anche il degrado sociale é accentuato dall'alta densità demografica: miseria e violenza si diffondono più facilmente, ed ai numerosissimi bambini rimasti orfani si aggiungono i ragazzi di strada, costretti a vivere di espedienti e condannati a non avere un futuro. L'83% della popolazione é alfabetizzata, ma il tasso netto di iscrizione alla scuola primaria é del 55% per i bambini e del 53% per le bambine, e crolla a valori neppure registrati se si considera l'istruzione secondaria.


 

       
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[Ultimo aggiornamento: 12:28 - 21/07/2007]