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LE ORIGINI (1400 circa - 1880)

Le prime popolazioni ad abitare la regione dell'attuale Congo furono i pigmei ed i san (boscimani). Essi furono in seguito sottomessi ed assorbiti dall'espansione delle popolazioni di lingua Bantu che provenivano da ovest e che si espansero in tutta l'Africa equatoriale. Qui fondarono diversi regni (Congo, Loangi, Teke) che si basavano sul controllo del bacino del fiume Congo e sul suo sfruttamento dal punto di vista commerciale.

I primi contatti con la civiltà europea avvennero nel XV secolo, quando i primi esploratori Portoghesi tentarono di circumnavigare l'Africa per raggiungere le Indie. Col tempo si stabilirono fruttuose relazioni commerciali basate fondamentalmente sul traffico di schiavi, che i Bantu procacciavano con razzie nell'entroterra e rivendevano ai bianchi. Quando questo tipo di commercio terminò, verso la metà del XIX secolo, anche il potere dei Bantu venne meno.


IL COLONIZZATORE "BUONO" (1880-1960)

Verso il 1880 la zona intorno al bacino del Congo era contesa tra i francesi, rappresentati dall'esploratore di origine italiane Pierre Sarvognan de Brazzà, ed i colonizzatori Belgi al servizio di Leopoldo II. Nel 1885 si svolse la conferenza di Berlino con cui le potenze coloniali europee si suddivisero l'Africa: fu decretato che la zona ad est del fiume sarebbe diventato il Congo Belga, mentre quello ad ovest sarebbe ricaduto sotto il protettorato francese. Nel 1910 Brazzaville divenne capitale dell'Africa Equatoriale Francese (AEF).

Brazzà, dal cui nome deriva il nome dell'attuale capitale del Congo, secondo alcuni storici ha la fama di essere stato un colonizzatore "buono" o comunque più umano degli altri. Se così é stato, si tratta comunque di una valutazione relativa: altre fonti parlano di una conquista avvenuta mettendo a ferro e fuoco il paese, e riportano che entro il 1925 due terzi della popolazione originaria era stata sterminata. Tra il 1924 ed il 1934 fu realizzata la ferrovia che collegava Brazzaville a Pointe Noire, ovvero all'oceano. I lavori furono realizzati in regime di semischiavitù e costarono la vita a più di 17.000 africani.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'invasione nazista della Francia, Brazzaville divenne capitale simbolica della Francia Libera, e nel 1946 la stessa città fu sede della conferenza di Brazzaville, da cui emerse un'omonima dicharazione che conferiva alcuni diritti alle colonie, tra cui cittadinanza francese, abolizione dei lavori forzati, decentramento di alcuni poteri. Si trattava di un tentativo di arginare i movimenti independentisti che nel frattempo stavano sorgendo in tutta l'Africa; d'altro canto molte delle concessioni rimasero sulla carta senza tradursi in fatti in modo significativo: era evidente che il processo di indipendenza poteva al più essere ritardato, ma non evitato.


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[Ultimo aggiornamento: 13:39 - 24/11/2006]