QUANDO IL FUTURO DIVENTA UNA SFIDA
CONTESTO
La situazione del Congo é da tempo caratterizzata da una gravissima crisi economica, e solo da pochi anni la guerra civile ha lasciato posto ad una pace caratterizzata comunque da altissima instabilità e diffusa violenza. Ne sono dirette conseguenze il degrado sociale ed ambientale e le condizioni sanitarie precarie, che a loro volta hanno accorciato l'aspettativa di vita ed hanno reso devastante il fenomeno dei bimbi orfani o comunque abbandonati a se stessi (per maggiori informazioni vedi le pagine dedicate alla
storia recente del Congo ed alla
situazione odierna). Questi bambini sono a volte accuditi da fratellini di poco più grandi di loro, quando non del tutto lasciati a se stessi. Anche i più fortunati, accolti in
orfanotrofi o strutture analoghe, non possono restarvi in eterno, e spesso crescendo vanno ad ingrossare le fila dei ragazzi di strada, una drammatica realtà caratteristica in particolare di Brazzaville, così come delle più grandi e misere metropoli e megalopoli del pianeta.
Violenza, privazioni, sopraffazione, piccoli crimini ed espedienti sono gli unici strumenti che i ragazzi di strada conoscono per sopravvivere; la loro concezione della loro propria esistenza é priva non solo di speranza, ma di un futuro che possa dirsi in qualche modo tale. Si tratta di una prospettiva quasi inimmaginabile per una persona cresciuta nella privilegiata società occidentale, e se si riesce in qualche modo a concepirla risulterà chiaro come sia difficile far cambiare vita a queste giovanissime vittime, che semplicemente non riescono a credersi in una situazione diversa da quella che hanno sempre vissuto.
AZIONI E PROPOSTE
Nonostante le difficoltà, gli sforzi per alleviare la situazione dei ragazzi di strada sono molteplici e continui.
A Brazzaville sono attive due case di accoglienza per i ragazzi di strada, istituite per iniziativa dei frati francescani. La prima si chiama "Ndako ya bandeko" (casa dei fratelli) e risiede in piena Brazzaville, nel quartiere di Poto poto, e viene condotta da due giovani educatori. L'altra é gestita da M.me Honorine e si trova nel quartiere di Massengo, fuori dalla città. I volontari di rue Dolisie collaborano con entrambe, ed in particolare con la prima, data la vicinanza e la maggiore facilità di comunicazione. Sulla pagina di "Ndako ya bandeko" si possono trovare ulteriori informazioni.
Durante l'autunno ed inverno 2005-2006 si é svolta un'esperienza di accoglienza diretta di due ragazzini presso la casa in rue Dolisie 53; purtroppo si é dovuto interrompere l'esperimento: ci si é resi conto che un'attività di questo tipo richiede moltissime energie, proprio perché ci si ritrova quotidianamente a confrontarsi con una visione drammaticamente diversa da quella che si vorrebbe trasmettere. Un'impresa già ardua di per se stessa, che diventa impossibile se chi se ne occupa deve seguire contemporaneamente diversi altri progetti.
Presso la casa si continuano ad accogliere i ragazzi in diversi momenti, sia per momenti di svago che per offerte di formazione professionale.